37.000 m²

superficie dello stadio

20.000 m²

nuovo spazio pubblico creato

7/7

giorni in cui lo stadio sarà fruibile

Currently Viewing

La sfida

Lo stadio Tardini si trova nel centro di Parma, ed è una struttura che fa parte non solo della storia cittadina, ma di quella dello sport del nostro Paese. Tuttavia, la sua posizione nel centro città e la sua età lo rendono un impianto problematico per viabilità e sicurezza. In più, il suo valore storico e culturale lo pongono al centro di importanti equilibri sociali e politici. Per questi motivi, adeguare lo stadio alle necessità odierne richiede tenere in considerazione il benessere dei tifosi, dei cittadini e la conservazione dell’ambiente, migliorando l’esperienza della partita e al contempo garantendo una riduzione dell’impatto acustico e luminoso sulle aree circostanti.

La soluzione

L’obiettivo del progetto Tardini è di integrare in modo armonico lo stadio all’interno della realtà fisica e culturale in cui si colloca e di contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini di Parma, agendo sulla riduzione dell’impatto, la lotta agli sprechi e la diminuzione dei consumi. Arcadis Italia è Project e Developement Manager del progetto e ha aiutato la proprietà del Parma Calcio, il Gruppo Krause, a selezionare lo studio di architettura che avrebbe disegnato il nuovo stadio.

È stata condotta una gara alla fine della quale è stato nominato lo Studio Zoppini, che ha sviluppato un “progetto urbano”. Lo stadio, infatti, diventerà parte integrante del quartiere, ben collegato al centro storico, al Barilla Center, al Parco della Cittadella e al Parco Giacomo Ferrari, facilmente accessibile tramite trasporto pubblico, a piedi e in bicicletta. Questa l’idea del disegno che farà dello stadio un luogo innovativo, inclusivo, ecosostenibile e multifunzionale, circondato da una grande piazza pubblica proprio davanti la tribuna Petitot, con tanto di galleria al coperto e nuovi servizi per la comunità. Il tutto fruibile e accessibile a tutti.

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    Riguardo la sua ubicazione, lo stadio rimarrà lì dov’è. Dai vari studi che sono stati condotti è emerso come un trasferimento al fuori della città diminuirebbe la sua accessibilità, favorirebbe l’utilizzo del mezzo motorizzato privato, aumenterebbe il consumo del suolo nella città e lascerebbe l’attuale Tardini in una condizione di degrado che rischierebbe di tramutarsi in un vuoto urbano. Al contrario, il gruppo di progetto, insieme al Parma Calcio, sta studiando e analizzando soluzioni che riducano gli impatti negativi dello stadio sulla comunità. La nuova copertura contribuirà infatti ad una significativa riduzione dell’inquinamento acustico, mentre l’integrazione dell’illuminazione alla struttura del tetto permetterà di diminuirne significativamente l’inquinamento luminoso.

L'impatto

Il Tardini passerà da luogo dedicato esclusivamente al calcio e agli eventi a uno spazio a disposizione di tutta la comunità durante la settimana, e non solo nel giorno della partita. Sarà un centro multifunzionale in cui organizzare anche eventi pubblici, sapientemente inserito e collegato alla città. Il suo impatto ambientale sarà di molto ridotto rispetto allo stato di fatto, complice anche un’appropriata scelta dei materiali che saranno impiegati in ogni fase (basse carbon footprint e whole-life cost). Ci sarà una netta riduzione dell’impatto acustico e l’illuminazione, alimentata da fonti di energia sostenibile, verrà integrata alla struttura del tetto, in modo da ridurre l’inquinamento luminoso e aumentare l’efficientamento energetico.

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    Non è un caso che il progetto si proponga come esempio virtuoso di applicazione dei principi di Sostenibilità sociale, ambientale e d’impresa e miri a fare del Tardini un nuovo e fondamentale elemento della vita della città e della sua squadra per il prossimo secolo. La riqualificazione del Tardini si inserisce in una visione più grande di internazionalizzazione e di valorizzazione dell’intera città, proponendo per la prima volta nella storia degli stadi italiani una rigenerazione in chiave cittadina, attenta a molteplici equilibri sociali e politici tra l’interesse pubblico e la sostenibilità economica privata, a tutela dell'ambiente così come della collettività e del territorio.


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